Perché l'UX e l'UI sono una questione di business e non solo di estetica?
Si è tentati di considerare il design come un elemento superficiale, aggiunto solo dopo lo sviluppo del prodotto. I dati raccontano però una storia diversa.
McKinsey stima, nel suo studio The Business Value of Design, che le aziende che investono seriamente nel design superano i loro concorrenti del 32% in termini di ricavi e del 56% in termini di rendimento per gli azionisti su un periodo di cinque anni. Secondo Forrester Research, ogni dollaro investito nell'UX genera in media 100 dollari di ritorno, ovvero un ROI del 9.900%. IBM, dal canto suo, quantifica il costo della correzione di un problema di usabilità come 100 volte superiore in produzione rispetto alla fase di progettazione.
Questi dati si applicano direttamente ai software B2B. Un operatore che impiega trenta secondi in più per ogni operazione, ripetuta decine di volte al giorno, comporta una perdita di produttività quantificabile a livello dell'intero team. Un'interfaccia poco intuitiva genera errori di inserimento dati. Un flusso di lavoro mal progettato rallenta l'inserimento dei nuovi collaboratori e aumenta il numero di richieste di assistenza.
Al contrario, un buon design UX/UI produce effetti concreti:
- Riduzione dei tempi di formazione: secondo il Nielsen Norman Group, un'interfaccia ben progettata può ridurre i tempi di apprendimento dal 40% al 60%.
- Meno errori operativi: una chiara struttura gerarchica visiva e conferme posizionate in modo ottimale riducono notevolmente gli errori di manipolazione.
- Meno richieste di assistenza: gli utenti autonomi ricorrono meno ai team IT e all'helpdesk.
- Adozione più rapida: i team accettano più facilmente uno strumento che ritengono intuitivo, il che accelera il ritorno sull'investimento della soluzione.
In Solid, questi vantaggi sono chiaramente visibili sul campo. Ogni miglioramento dell'interfaccia si traduce in un risparmio di tempo quantificabile nelle operazioni ripetute, talvolta anche decine di volte al giorno.
I software B2B presentano specifiche limitazioni di progettazione
La progettazione di un'interfaccia B2B non segue le stesse regole di un'applicazione destinata al grande pubblico. Gli utenti sono professionisti che svolgono compiti precisi e ripetitivi, spesso in condizioni impegnative come nei magazzini, in mobilità, con vincoli di tempo, ecc.
Ciò comporta scelte progettuali specifiche:
- Densità di informazioni controllata: un professionista ha bisogno di avere a disposizione molti dati rilevanti, a volte su un unico schermo, ma senza sovraccarico cognitivo.
- L'efficacia prima dell'estetica: ogni interazione deve avvenire in un numero minimo di passaggi, seguendo una logica prevedibile e riproducibile.
- Chiarezza degli stati di sistema: l'utente deve sapere in ogni momento cosa sta succedendo: caricamento in corso, operazione in corso, errore rilevato, connessione attiva o interrotta.
- Conferme sulle azioni critiche: alcune azioni sono irreversibili, pertanto è fondamentale integrare nell'interfaccia dei meccanismi di sicurezza chiari senza appesantire il flusso.
- Gestione dei casi limite: pagine vuote, risorsa non trovata, perdita di connessione; ogni scenario di eccezione deve essere previsto e gestito visivamente.
Nelle nostre soluzioni, questi vincoli vengono tenuti particolarmente in considerazione. Ad esempio: un operatore che associa un tag RFID a un bene non ha il tempo di passare da una schermata all’altra. Ha bisogno di un’interfaccia che vada dritta al punto, che mostri le informazioni giuste al momento giusto e che gli impedisca di commettere un errore irreversibile senza avvisarlo chiaramente. Non si tratta di semplici dettagli, ma delle fondamenta di uno strumento che i team utilizzano talvolta per diverse ore al giorno.
Il nostro processo di progettazione: dall'ideazione allo sviluppo
Fase 1 - Definizione del contesto e comprensione
Prima di procedere alla progettazione, definiamo le funzionalità: problematiche, obiettivi, utenti target e integrazione nei flussi di lavoro esistenti. Questa fase comprende anche il coordinamento con le parti interessate (product manager, IT, business unit, sviluppatori) al fine di garantire una visione condivisa.
Fase 2 - Ricerca e comprensione del contesto
Analizziamo gli utenti e i processi aziendali attraverso interviste e lo studio della situazione attuale. L'obiettivo è comprendere le modalità di utilizzo effettive, i vincoli sul campo e i punti di attrito, al fine di elaborare un progetto adeguato al contesto operativo.
Fase 3 - Creazione del wireframe
Prima di lavorare sull'interfaccia, di solito passiamo attraverso una fase di wireframe, ovvero schemi funzionali in bianco e nero che fungono da progetto o da struttura di base. Il loro scopo è definire la struttura, i contenuti, la posizione degli elementi e l'esperienza utente (UX) senza preoccuparsi del design finale (colori, immagini, ecc.).
È in questa fase che vengono risolte le questioni chiave relative all'UX:
- In quale ordine visualizzare le informazioni?
- Quanti passaggi occorrono per portare a termine un'azione?
- Cosa succede in caso di errore da parte dell'utente?
Nel processo di progettazione e miglioramento delle nostre soluzioni, questa fase è fondamentale: consente di prevedere i flussi sul campo ancora prima della progettazione dettagliata.

Fase 4 - Progettazione dell'interfaccia utente con il sistema di design Solid
Una volta approvata la struttura, passiamo alla progettazione visiva nel software Figma, basandoci sul nostro design system.
Si tratta di una libreria di componenti riutilizzabili (pulsanti, tabelle, moduli, icone, font, colori, ecc.) che costituisce la base comune di tutte le nostre soluzioni.
L'utilizzo di un design system per la progettazione di soluzioni è oggi indispensabile, in quanto garantisce:
- Coerenza visiva: tutte le schermate condividono lo stesso linguaggio visivo, garantendo punti di riferimento costanti tra le nostre diverse soluzioni e funzionalità.
- Risparmio di tempo: i componenti esistenti vengono riutilizzati direttamente e sviluppati in modo identico anche dal punto di vista degli sviluppatori, evitando così di ripartire da zero per ogni funzionalità.
- Evoluzione controllata: qualsiasi miglioramento apportato a un componente può essere facilmente esteso a tutte le interfacce in cui viene utilizzato, garantendo una coerenza duratura.

Fase 5 - Sviluppo
Una volta completati i prototipi dell'interfaccia utente, questi vengono trasmessi al team di sviluppo.
Le nostre soluzioni sono sviluppate prevalentemente con Flutter, un framework creato da Google che consente di mantenere un codice di base unificato per tutte le piattaforme: applicazioni mobili, web e desktop. Parallelamente, lo sviluppo back-end garantisce la logica di business, la gestione dei dati e l'esposizione delle API necessarie al corretto funzionamento della funzionalità.
Fase 6 - Consegna e iterazione continua
Una volta sviluppata la funzionalità, questa viene messa in produzione e monitorata nel tempo.
L'analisi dei dati di utilizzo e dei feedback consente di individuare aree di miglioramento continuo, nell'ottica di uno sviluppo iterativo del prodotto.
Un esempio concreto: la nostra revisione della funzionalità di accoppiamento RFID
La teoria va bene. Un caso reale è meglio.
In una soluzione di tracciabilità, l'abbinamento è un'operazione fondamentale: consiste nell'associare un tag RFID fisico a un bene registrato nel sistema. Si tratta di un'operazione critica in cui un errore compromette l'integrità dei dati a valle.
Nella versione precedente di questa funzionalità, il flusso richiedeva diverse fasi tra varie schermate. Dopo aver analizzato l'utilizzo sul campo, abbiamo riprogettato l'interfaccia in modo approfondito:
- Unificazione della schermata: i tag RFID rilevati in tempo reale e l'elenco delle risorse da associare vengono ora visualizzati affiancati su un'unica schermata; l'operatore legge, seleziona e conferma senza uscire dalla schermata.
- Indicatore dello stato del punto di acquisizione: mostra costantemente lo stato della connessione al lettore RFID, con la possibilità di cambiare punto di acquisizione con pochi clic senza interrompere il flusso di lavoro.
- Finestra di conferma avanzata: prima di confermare, l'utente visualizza un riepilogo delle informazioni relative alla risorsa selezionata, una misura di sicurezza che previene errori di associazione.
Il risultato è un notevole risparmio di tempo su un'attività ripetuta più volte e una riduzione tangibile degli errori. Questo è ciò che ogni buon lavoro di UX/UI deve garantire in una soluzione B2B, indipendentemente dal settore.

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Perché valutare l'UX/UI quando si sceglie una soluzione B2B?
Quando un'azienda valuta una soluzione B2B, di solito prende in considerazione le funzionalità, la sicurezza, il prezzo e l'integrazione tecnica. L'interfaccia viene spesso valutata per ultima, a volte addirittura dopo la firma del contratto. È un errore.
Nelle soluzioni di tracciabilità, queste lacune comportano un costo operativo diretto: un abbinamento errato, un'informazione interpretata male, uno stato ignorato, e l'integrità dei dati ne risente. In Solid, la qualità UX/UI delle nostre interfacce è progettata proprio per evitare che ciò accada.
Uno strumento utilizzato quotidianamente dai vostri team deve essere progettato per loro, non solo per il dimostratore commerciale.
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